Non ci penso nemmeno: morire è l'ultima cosa che farò!
Separate..... in casa..!!
Ci trovate QUI e QUA - QUO non ci piace.

C'è un quaderno che nascondo
ma non ho
mai scritto cosa sei
per me
perché è facile
tu mi leggi dentro
io no.
Se gli errori li cancello
resta la
peggior calligrafia
che ho
avuto in vita mia
nuda lì sul foglio.
Io sono un pescatore di asterischi
sotto un'onda a forma di parentesi rotonda che mi porta via.
Non si può partecipare
subito a un concorso di poesia
che idea
intitolarla 'apnea'
vale un primo posto.
In questo gioco di pensieri sporchi sopra a un letto
prima di abbracciarti mi connetto e penso insieme a te
i tuoi capelli neri a punta di inchiostro
si aggrovigliano ai miei
io polipo tu seppia non vuoi farti mangiare
però nella vita c'è sempre un però.
Un cielo che si appoggia sul mare
e tu impari chi sei
come un giocoliere spendi tutto il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è.
E c'è un grillo che nascondo
ogni tanto esce e dice che
"chissà
chissà se anche lei
è pura fino in fondo".
In questo gioco di pensieri sporchi sopra a un letto
prima di abbracciarti mi connetto più vicino a te,
e tu sei bella come quella Madonna che un giorno qualcuno pescò
anche il polipo e la seppia non si fanno più male,
eh no, son saliti a guardare...
il cielo che si spegne nel mare
laggiù dove sono gli Dei,
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è...
il senso
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
il senso
siamo giocolieri non sprechiamo il tempo a cercare
il senso gravitazionale che non c'è
il senso
il senso
S. Bersani
Un sole timido saluta il grigiore mattutino e la gente ha una foga - fuga - smodata.
La fretta mi logora. Le polemiche intinte nell'etica e travestite da morale - non siamo mica a carnevale - mi logorano.
Ma soprattutto mi logora dare spiegazioni alla gente che non ascolta.
In fondo che ci vuole? Basta mandare giù qualche rospo, porgere l'altra guancia - supposto che ne sia rimasta ancora una non deturpata - e sperare.
Sperare che le cose cambino da sole. Che acquistino, come per magia, la capacità di capire cosa c'è che non va - dono posseduto da ben poche persone - e di automodificarsi.
E se non succede, poco male. Si cambiano amici più in fretta di quanto non si possano cambiare un paio di scarpe.
E se non succede è il destino che ha scelto la strada. E' il destino che ha scelto per noi.
L'unica cosa che resta da fare è dimenticare tutto. Cancellarlo dalla cartina, dal cervello.
Insomma instaurare un meccanismo di oblìo scintificamente programmato.
Ha sempre funzionato? Mai direi. Ma la natura cerca sempre la strada più semplice, no?
Perchè sabotare l'ordine peculiare dell'universo? Terrorista? Io? No, grazie.
E così finalmente ognuno capisce la sua strada, "quello per cui è nato" insomma: il mondo si riduce ad un cartone animato della Disney.
Esistono solo i buoni e i cattivi.
I buoni sono belli, simpatici, cercano sempre di pensare bene - e non si espongono mai - non si angosciano con paranoie e sorridono spesso. Gente semplice, senza troppi grilli per la testa - a parte qualche sbornia di dubbi, qualche omissione strategica, qualche insulto preso/dato/cancellato.
I cattivi sono brutti, tristi, svogliati e complessati. Non sono mai contenti e rompono sempre i coglioni al prossimo - con sta fissa della brutalità. In più hanno sempre torto.
Quindi se ti ritrovi nella condizione dei cattivi, mettiti il cuore in pace.
Gli applausi dei bambini sono tutti per l'eroe. Per te, al massimo, qualche insulto.
Per fortuna quel gran figlio di puttana che ci ha creato ha pensato bene di complicarci la vita.
Qui entrano in gioco i bastardi - nel senso di esseri risultanti dall'incrocio di due specie diverse, i buoni e i cattivi appunto.
Questi sono la dimostrazione ontologica che il mondo non è solo bianco e nero. Ma ci sono tutta una serie di sfumature, ombre, sospetti che i bimbi tralasciano.
I bastardi siete tutti voi, insomma - personalmente, infatti, mi ritengo attivista nel partito dei "cattivi".
E qui la lista diventa infinita.
Quelli che lottano contro l'orgoglio, mostro a quattro teste (due delle quali di cazzo) grande, grosso e che pretende sempre di avere ragione. La lotta non è mai facile, spesso impari. La bestia, infatti, gode "dell'immunità dall'errore".
Quelli che combattono contro l'Indifferenza. Verso di loro, s'intende. Questi nobili cavalieri sono ciechi, fin dalla nascita. E sordi pure. Per questo non possono far altro che pensar solo alla propria condizione ed ascoltare le proprie parole. Elaborano teorie scintifiche originali - ad esempio che la terra giri attorno a loro, che il sole giri attorno a loro e che tutti i vari pianeti, stelle, buchi neri e bianchi, politically correct, abbiano loro come punto di riferimento. Incurabili.
Quelli che sono morti prima ancora di cominciare a vivere. Morti viventi appunto. Devono intraprende qualsiasi cosa, altrimenti sono sopraffatti dalla sensazione di essere morti. Perchè è proprio come se lo fossero non sapendo cosa fare di loro stessi. Vivono solo nel momento in cui fanno qualcosa e nel momento in cui qualcosa succede, e se non succede nulla, allora è il nulla. Non sopportano di stare dentro le mura del castello e hanno la sensazione che il soffitto gli cada in testa. Si sentono un peso poichè l'unica cosa che rimane da fare è ammazzare in qualche modo il tempo, che invece potrebbe donar loro un po' di ozio.
Vi sono poi quelli che resistono per non sottostare alle leggi del loro signore, il nobile Cervello. Questo matto che dice di dar loro un'opportunità. Quale? Quella di riflettere su noi stessi? Vade retro Satana! - come potrebbero infatti guardarsi allo specchio senza vergognarsi?
Quelli che si azzuffano con il tempo. Perchè non ne hanno mai abbastanza, ma senza vivrebbero meglio. Perchè lo inseguono o si inseguono - chissà - come fa un cane quando si morde la coda. Non hanno tempo per nessuno. Neppure per loro stessi. Sono impegnati anche stando in panciolle. Infatti non sanno cosa significa "ozio" e non hanno mai goduto del riposo.
E quelli che invece cercano la fuga. Dicono di voler cambiare aria e così partono. Di qua e di là. Da un teatro all'altro. Ma così cercano solo la fuga da loro stessi. Inutilmente. Il nostro io fugge insieme a noi: noi siamo i nostri accompagnatori più molesti da cui non possiamo proprio liberarci.
Potrei continuare ad oltranza ma credo che basti così.
Intanto qualcuno si annoia attacato allo schermo del proprio pc.
E si conclude che rispondere è inutile. Che ognuno ha le proprie ragioni. Che il coltello ha un solo manico.
E può anche darsi che sia così per davvero. Per quel che ho capito al mondo vincono QuelliCheHannoIlCuloParato e QuelliCheSannoDaChiFarseloParare.
E a tutti quelli che non hanno niente da dire poi, di tempo libero da sperperare ne rimane sempre tanto.
"La storia non è priva di religioni nè di profeti, anche senza dei. Gli si chiede di saltare. Tutto quello che ouò rispondere è che non comprende bene, perchè ciò non è evidente.
Egli, appunto, non vuol far quello che non capisce. Lo si assicura che è peccato di orgoglio (ma egli non afferra la nozione di peccato); che forse, alla fine c'è l'inferno (ma egli non ha sufficiente immaginazione per raffigurarsi questo strano avvenire); che perderà la vita immortale (ma questo gli sembra futile).
Si vorrebbe fargli riconoscere la sua colpevolezza, ma egli si sente innocente.
A dire il vero, egli non sente che questo: la propria innocenza irreparabile.
E' questa che gli permette tutto.
Cosicchè, ciò che egli richiede da se stesso è solamente vivere con ciò che sa, adattarsi a ciò che è, e non far intervenire nulla che non sia certo.
Gli viene risposto che niente lo è; ma questa almeno è una certezza. E' con questa che ha a che fare: egli vuol sapere se è possibile vivere senza ricorso."
A. Camus

It's time to finish...
A volte fa bene riordinare un po' le idee, cambiare vita, cambiare casa.. I sogni non sono ancora riuscita a cambiarli.. che sia un bene? Continuerò a volare, solo non qui..
I colori si confondono nel buio. È verde.. no, aspetta, è rosso, o forse giallo. Di tutto un po’?
Sospesa fra le foglie, respiri l’aria di una notte d’estate, in cui tutto sembra diverso da ieri, in cui riaffiorano sensazioni già passate. Viene da ridere così tanto che ti scendono le lacrime. Ancora una volta possiedi il tempo, la natura, la vita. Lo sai, lo senti sulla pelle. In questo istante non c’è niente di più bello dell’odore che senti, del vento che sibila, delle carezze delle foglie. Un momento che ti fa trattenere il respiro, in cui solo tu riesci ad ascoltare la dolce musica del flautista degli alberi che continua ad ispirare i tuoi sogni..
Voglio distrattamente sentire l'odore del mare...

Sono giorni di pensieri, sono giorni ovattati, ma anche i pensieri..
sono momenti di chiusura, di respiri, di sospiri, di grida e risate..
sono giorni in cui ti fai un mazzo tanto e se poi non ottieni risultati uguali maledici prof, assistenti, burette, matracci, titolazioni, gocce e anche la calcolatrice..
giorni in cui ti scambiano per una tossica, un po' perché ormai quella polverina bianca che è il borotalco dei guanti è sparsa ovunque, un po' perché ti fai di acidi involontariamente e perché comunque si sa che i chimici hanno una brutta fama..
giorni in cui non hai neanche il tempo di pensare a quello che dici e che dirai, e per questo la tua mente produce almeno una cazzatina..
sono giorni in cui vuoi tutto e niente, poi ci ripensi, ti scusi col mondo, ma un attimo dopo torni sui tuoi passi..
giorni in cui dai alla chimica la colpa della tua instabilità mentale, poi in un breve attimo di lucidità ti accorgi che in fondo sei sempre stata così, ma scuotendo la testa abbandoni questo pensiero perchè ti sembra pura follia..
Fingo di scrutare l'obiettivo, in realtà ho l'aria persa... sono affogata un'altra volta in un cocktail...
...e sono naufragata nel mio mondo... grandi sorrisi, amabili persone, una gioia nel cuore che mi ha fatto aprire le mie grandi ali.. ma sarà poi vera?
(Figure un po' sfocate e oggetti dai movimenti anomali...)
Tutti quei piccoli folletti mi suggerivano ogni mossa, ogni pesniero, ogni parola.
Non una virgola fuori posto, non un errore, ogni ragionamento filava...
La mia mente danzava, la mia voce cantava, creatività delirante...
Ho chiuso con un sorriso fuori, e con una lacrima dentro...
FINE DELLE TRASMISSIONI Bene.. pare che siamo arrivati al capolinea io e te.. Non mi vorrai più ascoltare? Neanche per idea.. Ma non ti rilassava tanto scrivere? Non dicevi che ti chiariva le idee? Cosa è cambiato? Nulla mia cara.. proprio nulla.. Al massimo è cresciuta un po’ di insofferenza verso tutto e tutti.. Verso di te? Anche.. Ed ora, cosa farai? Mah..non so.. Magari viaggerò, abbandono l’università e vado a vivere in una foresta stile eremita.. O magari apro un bar su una spiaggia delle Maldive.. Che ne so? Vagabondo.. vagabondi tu che vagabondo io.. ...... Che credi che farò?? Farò la vita di sempre, piccola stupida.. Troppo nervosismo nell’aria.. [Quel diario l’ho conservato solo perché non butto via niente..] Ma sì.. è solo una storia finita.. una delle tante.. finisce sempre tutto così con te, no? Non mi stupisco neanche più. E’ che per questa occasione preferisco non sfoderare la mia atavica vocazione alla tragedia, ve la risparmierò.. Quanto a me, aspetto sempre di fare ciò per cui sono nata.. aspetto di trovare il mio “cammino”, quello che porta al respiro del tempo. Si dice in giro che esista da qualche parte, occorre solo una buona dose di forza di volontà, tirarsi su le maniche e disseppellirla dalle macerie della vita. Si fatica. E la fatica e la stanchezza ti uccidono un po’ ogni giorno. E finisci per convincerti che non esisti per nessuno, nemmeno per te. Spero che voi abbiate un piano.. perché, in fondo, è sempre quello che mi ha fregato. Non avere un piano. Buona fortuna a tutti.
COSTRUIRE - Niccolò Fabi
Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera alla primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
è potere rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
ma tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
io ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
a breve...
cosa vuoi che sia..
Se tardi a trovarmi, insisti.
Se non ci sono in un posto, cerca in un altro,
perchè io sono fermo da qualche parte ad aspettare te.
"Sulla spiaggia la bimba, tenendo la mano del padre,
guardando le nuvole funeree che calano d’un tratto per divorare tutto,
piange in silenzio."
Stanotte ho sognato di tornare nel passato e di andare a trovare me a 6 anni. Il sogno è iniziato rivolgendomi ad una bambina: "Ciao, tu sei Raffaella, vero? Anch'io! Sono TE venuta dal futuro! Vero che quando eri piccola ti immaginavi grande e ti vedevi esattamente come sono io ora? Vero? Vero?" Lei ha annuito un po' perplessa e titubante e poi si è animata improvvisamente. Era contentissima di avermi incontrato, aveva sempre immaginato questo momento. Ha iniziato a parlare a raffica, a raccontarmi di cosa aveva fatto a scuola, dei suoi amici. Era euforica, non si spegneva più! Così l'ho bloccata e le ho detto che ero tornata indietro per avvisarla di stare attenta alle scelte che avrebbe compiuto da lì in avanti. "Non farti fregare, che poi stai male", le ho detto. Quella povera bambina mi ha salutato, si è voltata se n'è andata saltellando allegramente.
Nel secondo sogno ero Marge Simpson.. va beh..


Niente poesia per oggi...
...... life goes easy on me.... most of the time......
- leggo – la trave sollecitata – leggo – punto di applicazione della forza concentrata – leggo – per la trave vincolata da tre bielle…… poi le parole cominciano a sbiadirsi sul foglio. Scappano. Lasciano lo spazio ad una macchia informe di numeri e formule. Imburrati in una pasta che è la mia delusione e la mia rabbia. – penso – tanto le parole ormai si sono perse nel bosco. E spero che presto verranno mangiate dal lupo cattivo. – scrivo – Certo sono messa male se comincio a scrivere sul libro di scienza della costruzioni facendo finta che possa essere un buon ostacolo al mio studio. Si sa che di queste cagate non me ne è mai fregato nulla. – penso – tanto vale davvero perdersi nella propria vita senza badare a nulla. Nè a sé stessi, nè al proprio futuro. Proprio come stanno facendo queste maledette parole adesso, che corrono via da me. Ma dove andate?? Non vogliono dirmelo. Non si curano del fatto che io, proprio ora, ho bisogno di aggrapparmi a loro per non cadere. Solo ora. Più che mai – cado - Altro giro, altra corsa.
Ho trovato l'uscita, ho permesso al sole di guidarmi. Era già primavera quando mi sono resa conto di voler di nuovo vivere. Così mi ritrovo a camminare nel mio bosco fatato, sull'altopiano che sovrasta il mare. Mi guardo intorno incredula. Perché tornare qui proprio adesso? Sono scalza, indosso un vestito verde, capelli sciolti sulle spalle, volto la testa e vedo di nuovo le me ali.. Finalmente! Era da troppo tempo che non comparivano più nitide sulla mia schiena. Sono verdi con sfumature rosse.
Mentre cammino sento della musica, la musica del vento, dell'acqua. Riconosco questo suono, lo seguo e mi accorgo che proviene da Lui, dal suo flauto. "Ciao! Sei qui in visita?" "No, ormai anch'io faccio parte di questo bosco, proprio come te", mi risponde Lui. Scende dall'albero, "Vieni", mi dice. Mi prende per mano e mi conduce in una radura, di fronte ad un sasso di calcite. Noto che ha un piccolo foro posto al centro. "Ti ricordi della piccola chiave nata dal fiore rosso?", mi chede. Infilo la mano sinistra in tasca e tiro fuori la chiave, intuisco la sua funzione e la infilo nel foro sulla roccia. Un' improvvisa folata di vento, si sollevano le foglie e mi volteggiano intorno per qualche secondo, poi semplice quiete. Con movimento lento mi sposto. Noto che nascono fiori ad ogni mio passo e che se tocco un albero, la sua chioma si infittisce. "Che è successo?", chiedo a Lui. "Non sei più una fata qualsiasi, ora hai il controllo della natura. I quattro elementi ti hanno dato fiducia". Lo guardo intensamente negli occhi, sorrido e in fretta spicco il volo..
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